11 Dicembre 2018
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Sesta puntata (maledetto 21 ....)

maledetto 21 ...
Campionato di Serie B 1999/2000, eravamo reduci da un campionato molto al di sotto delle aspettative dove c´eravamo salvati con non pochi patemi e rimpianti, ma identificata la causa, avevamo provveduto ad aggiustare il tiro scegliendo per quel campionato le atlete più affidabili e mature.
La rosa che componeva la prima squadra era di altissimo livello per qualità e per numero di calciatrici, in porta avevamo acquistato Nardi dall´Ulivetese, tra i difensori c´erano Nanni, Salutini, Di Miele, Daidone, Montagnani, tra i centrocampisti Cacciatori, Ercoli, le gemelle Zastin, Ristori, Pettinari, Alberti, Sarti e tra gli attaccanti Lanzotti, Bigazzi e Orlandini.
Il Campionato si prospettava difficile per la qualità ed il blasone delle squadre ai nastri di partenza; 14 squadre tra cui Como, FiammaMonza, Cagliari, Segrate, Vallassinese, Faenza, Mantova, Reggiana e molte altre. Nonostante il risultato dell´anno precedente c´era in noi la consapevolezza del nostro valore e ci ponemmmo l´obiettivo più importante ovvero quello di vincere. Non iniziò benissimo quel campionato, all´esordio rimediammo una sconfitta beffa sul campo del Como, alla seconda gara vincemmo in casa con il Faenza e poi alla terza gara fummo di nuovo sconfitti di misura sul campo della favoritissima Monza (1 a 0 con un autorete sfortunatissima di Cacciatori).
Le ragazze avevano scelto di giocare con le maglie personalizzate, ovvero ognuna si era scelta un numero col quale giocare tutto il campionato. Una ragazza, Micky Sarti, scelse il numero 21 convinta che le avrebbe portato fortuna in un campionato che l´avrebbe vista protagonista. Nonostante il poco spazio che aveva avuto la stagione precedente riuscì a mettersi in mostra e a guadaganarsi una maglia da titolare per l´esordio, nella seconda gara giocò il secondo tempo, nella terza giocò da titolare per quasi un ora, nella quarta in casa col Cagliari entrò ancora dalla panchina poi alla quinta giornata, in trasferta a Lucca si guadagnò ancora la maglia da titolare a scapito di Zastin Gabry. Verso metà del secondo tempo, sul risultato di 0 a 2 in favore del La Piazza, Micky fece un intervento in scivolata laterale per controllare una palla che stava uscendo dal terreno di gioco, il terreno allentato la fece scivolare ma, improvvisamente il piede destro si bloccò frenato da un tratto di terreno duro ed il ginocchio (già sottoposto ad intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore) fece di nuovo crack. La sensazione immediatamente percepita fu quella dell´infortunio grave e di lì ad un paio di giorni la prima impressione divenne diagnosi ... rottura del legamento crociato anteriore destro e fine della carriera calcistica visto che si trattava del secondo infortunio allo stesso ginocchio. Micky si sottopose ad una serie di accertamenti necessari alla programmazione dell´intervento chirurgico, necessario quantomeno a consentirle di camminare normalmente. L´intervento fu programmato per la vigilia di Natale, ovvero a quasi due mesi dall´infortunio. Nel frattempo la squadra cresceva e restava agganciata alle prime posizioni, alle spalle di Como, Monza e Segrate che dimostravano una marcia in più rispetto alle altre. La vigilia di Natale Micky si operò e quando ritornò in camera trovò tutta la squadra ad attenderla con un pupazzo mega con in dosso la sua maglia n° 21. Il Capitano della squadra, Chiara Cacciatori, consegnò il pupazzo ala sfortunata Micky chiedendole se poteva indossare la sua maglia, la n° 21, per le restanti partite del campionato, ovviamente Micky acconsentì con molto piacere perchè con la sua maglia in campo si sarebbe sentita ancora coinvolta. Intanto il Campionato viaggiava con le gialloblù a rincorrere le battistrada insieme a Cagliari, Segrate e Faenza e alla fine del girone d´andata aveva contenuto a 3 le sconfitte rimediate (considerando che 2 le aveva rimediate nelle prime 3 partite era da considerarsi un buon risultato). Iniziò il girone di ritorno ancora con una sconfitta beffarda rimediata in casa col Como, 1 a 2 e parapiglia a fine partita, con Cacciatori che lamentò un piccolo risentimento muscolare (indossava la maglia n° 21). La Domenica successiva ci aspettava una difficile trasferta a mantova e realizzammo che se volevamo salire in Serie A non dovevamo più sbagliare niente, in una riunione con le ragazze dopo la sconfitta col Como facemmo una tabella calcolando in 7 i punti che avremmo potuto perdere da quel momento alla fine, 7 punti in 12 partite, era un obiettivo molto difficile da realizzare ma con determinazione decidemmo che valeva la pena provarci. Per rendere a noi stessi ancora più visibile la nostra scommessa costruimmo una tavoletta sulla quale disponemmo le 7 statuine dei 7 nani, ad ogni punto perso avremmo tolto una statuina, finite le statuine sarebbero finite le nostre possibilità di vincere quel Campionato. Da quel momento i 7 nani erano sempre con noi a simboleggiare la nostra speranza ed il nostro sogno e le ragazze assunsero nei loro riguardi un atteggiamento di affetto e di protezione, avrebbero venduto molto cara la "pelle" dei loro nani.
Alla seconda di ritorno, come già detto, ci attendeva una difficile trasferta a Mantova dove fecero l´esordio i 7 nani e dove Micky tornò a seguire la squadra dalla panchina con la maglia n° 5 (quella di Chiara), la n° 21 era in campo sulle spalle di Chiara Cacciatori. La partita si rivelò subito molto complicata e nonostante la netta supremazia non riuscivamo a sbloccare il risultato, tra le migliori in campo naturalmente Chiara Cacciatori che però al 67´, nel tentativo di saltare un avversaria in dribbling, compiendo una torsione su se stessa, cadde a terra dolorante tenendosi un ginocchio. Capii subito di cosa si trattava ma Chiara mi dette una speranza, di lì a poco era già in piedi e determinata a rientrare in campo e così fece, uno, due, tre passi ed era di nuovo a terra, e fu chiara la gravità dell´infortunio. Un paio di giorni dopo, anche per lei la diagnosi sarebbe stata durissima, rottura del legamento crociato anteriore. Chiara uscì e con lei la maglia n° 21, un minuto dopo trovammo prima il goal del vantaggio con Lanzotti e poi raddoppiammo con Orlandini. Gara vinta, nani salvi, ma tanta amarezza dentro di noi, avevamo perso un altra pedina importante del nostro organico.
La Domenica successiva arrivava da noi la squadra che col Como stava dominando il Campionato, il FiammaMonza, e pensammo di usare quel 21 maledetto a nostro vantaggio, nascondemmo la maglia sotto la panchina del Monza e iniziammo a giocare la partita. Nonostante le tante assenze partimmo fortissimo e al 15´ andammo in vantaggio con una punizione magistralmente calciata da Lanzotti, rischiammo un paio di volte il raddoppio e chiudemmo il primo tempo in vantaggio.
Verso metà del secondo tempo, sempre sul risultato di 1 a 0 per noi, qualcuno della panchina del Monza scoprì la maglia e ce la riportò, non facemmo in tempo a toccarla che il Monza pareggiò, neanche il tempo di buttarla in un angolo ed il Monza raddoppiò. La gara finì 2 a 1 per il Monza, i primi tre nani furono cancellati e la maglia n° 21 fu per sempre bandita e relegata in fondo allo scaffale delle maglie in magazzino.
Per la cronaca l´ultimo nano "perì" a 4 giornate dal termine e, nonostante tutte le tragedie capitateci in quel campionato, riuscimmo a chiudere al terzo posto dietro Monza e Como ma davanti a Cagliari, Segrate, Faenza, Vallassinese e Reggiana a dimostrazione del grande valore tecnico e soprattutto morale della squadra.
Quel Campionato ci consacrò tra le migliori squadre d´Italia e ci fece capire definitivamente che la serie A era sicuramente alla nostra portata.
Cacciatori e Sarti, a dimostrazione della solidità caratteriale che le distingue, rientrarono in squadra all´inizio del Campionato successivo e contribuirono decisamente alla conquista della promozione in Serie A, naturalmente senza il n° 21 sulle spalle.

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