11 Dicembre 2018
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Ottava puntata : (seconda parte - nel pantano di Lucca quel 6/05/12 )

E´ finita ... si festeggia l´A2
… Entrammo negli spogliatoi mi sistemai di fronte alle ragazze che più di sempre mi sembrò aspettassero le mie parole per rassicurarsi, per capire come avrebbero dovuto affrontare quella battaglia, l’ultima, che ci divideva dal sogno, che ci divideva dal tornare nel calcio che contava, nei campionati Nazionali.
Assenti a vario titolo tutti e tre i portieri tesserati quell’anno, Nseka infortunata, Lupo e Trimonte forfait, fu facile confermare in porta il nostro portierino Landi, 14 anni appena compiuti.
Difesa a quattro con Fogli, Doni, Quaranta, Pantani, centrocampo a due con Sarti e Salvini, linea a tre sulla trequarti con Montesi, Bini e Colzi con l’unica attaccante Galluzzi.
In panchina oltre all’infortunata ed inutilizzabile Caucci, le piccole Di Guglielmo, Prugna, Caldesi, Terreni, Lorenzini, tutte ragazze molto giovani, molto talentuose ma prive di esperienza per partite di quel genere.
Detta la formazione mi soffermai su cosa ci avrebbe atteso in campo per quella partita e cercai di stare attento a non caricare troppo la squdra di tensioni inutili, capii che le ragazze erano già cariche al punto giusto, del resto come sarebbe stato possibile il contrario, dovevamo vincere la partita, non potevamo fare altrimenti, era l’unico modo certo per realizzare il sogno sfuggito troppe volte.
Riscaldamento in religioso silenzio e colmo di concentrazione, rientrammo negli spogliatoi per le ultime indicazioni tattiche, poi il riconoscimento da parte del Direttore di gara e poi via in campo per la partita.
Intanto il tempo stava peggiorando e minacciava ancora pioggia e questa era la cosa che mi preoccupava di più, avevamo nella velocità di manovra e nella tecnica la nostra forza, giocare sotto l’acqua e in un pantano non ci avrebbe aiutati.
La partita fu lo specchio di quegli ultimi anni colmi di delusioni, di quasi vittorie, di quasi trionfi sempre sfumati in dirittura d’arrivo, era questo il nostro fardello, il nostro fantasma, il nostro avversario più duro, tutti i fallimenti precedenti potevano ancora una volta fregarci frenando le nostre gambe, le nostre motivazioni, impaurendo i nostri cuori.
Fischio d’inizio e fu come una liberazione, tutta la tensione accumulata nella settimana finalmente si sciolse e le ragazze iniziarono a giocare e a pressare il Lucca a tutto campo. Il Lucca dal canto suo, con qualche fallo e con l’atteggiamento dimostrò subito che non era lì per farci vincere anzi.
Nei primi 10 minuti prima Bini poi Colzi arrivarono alla conclusione senza impensierire il portiere del Lucca.
Al 10’ Colzi trovò Montesi sola in area che di prima intenzione alzò un pallonetto perfetto segnando il goal del vantaggio.
Abbracci, grida di gioia in campo e sulle tribune e la partita che sembra incanalarsi sul binario giusto.
Si riparte e la musica non cambia, ancora più determinate le nostre ragazze continuarono ad attaccare e dopo in paio di situazioni pericolose alla mezz’ora Colzi viene atterrata al limite, viene concessa una punizione che si incarica di battere Bini. Camilla posiziona la palla, attende il fischio dell’arbitro e poi parte … uno, due tre passi di rincorsa, piede d’appoggio accanto alla palla e destro che colpisce di mezzo esterno la palla, palla che si alza, sorvola la barriera e va a morire proprio all’incrocio … goal, due a zero. Sembra fatta. Le ragazze in campo si incastrano di abbracci, sugli spalti la felicità è incontenibile, in panchina si esulta e ci si abbraccia come in campo. Nel frattempo è entrata la piccola Lucia Di Guglielmo al posto di Fogli infortunata e soprattutto la pioggia cade sempre più insistente.
Si riparte dal 2 a 0 alla mezz’ora e sembra veramente fatta quando 5 minuti più tardi il Direttore di gara ci concede un calcio di rigore per fallo di mano in area.
E’ fatta penso, segnamo questo rigore e possiamo esultare, facciamo questo goal e la vittoria sarà praticamente nostra.
Il Dio del calcio però a volte si diverte a metterti alla prova e a giocare con le tue paure e quel rigore che avrebbe dovuto chiudere la pratica campionato, si trasformò invece nell’interruttore dei nostri peggiori incubi e delle nostre paure più recondite. Si incarica del tiro Camilla Bini che calcia neanche male ma il portiere intuisce e vola riuscendo a deviare il tiro in angolo. Si resta sul 2 a 0, possiamo ancora stare tranquilli ma tranquilli non siamo più e intanto la pioggia aumenta.
Continuiamo ad attaccare ma non siamo più lucidi come prima e commettiamo errori abbastanza inusuali per noi e in attacco non sembriamo più decisi e cattivi come all’inzio.
Sul finire del tempo le nostre paure cominciano a prendere forma quando su un tiro dalla distanza abbastanza inoffensivo, Landi si alza per effettuare la parata in presa alta ma tra le mani non si trova un pallone ma la più scivolosa tra le saponette, che la beffa schizzando in porta per il 2 a 1.
Inutile da dire il panico inizia a serpeggiare tra le nostre fila, il nervosismo inizia ad impadronirsi delle nostre energie, la lucidità inizia ad appannarsi e la calma che c’era appena 15 minuti prima del 2 a 1 ormai non c’è più e intanto la pioggia continua ad aumentare.
Il ritorno negli spogliatoi è veramente duro, le ragazze sono tese ed impaurite, temono di non farcela, riportare la calma è veramente un impresa tuttavia si torna in campo coscienti che siamo avanti, che siamo più forti, che abbiamo la partita in pugno, si tratta solo di segnare un goal per rimettere un po’ di distanza con la paura di non farcela.
Le nostre ragazze iniziano forte, un po’ bloccate ma sembrano aver ripreso il bandolo della matassa.
Nei primi 15’ andiamo molto vicini al goal con Galluzzi, Bini e Colzi ma imprecisione e bravura del portiere lucchese mantengono il parziale sul 2 a 1.
Secondo la regola più antica del calcio se sbagli tanti goal alla fine lo subisci e così fu. Al 20’ si materializza la beffa, un´azione insistita del Lucca sulla destra porta l´esterno ad effettuare un cross che con una parabola strana quanto imprevedibile, manda la palla ad infilarsi all´incrocio della porta difesa dall´incolpevole Landi. 2 a 2 e fantasmi che tornano ad affollare le menti di Sarti & C.
25´ minuti per rimettere le cose a posto ma ora c´è da combattere con un avversario che non regala niente, contro la pioggia, contro un campo pesante che penalizza il nostro gioco e sopratutto contro l´ansia di non farcela, di veder svanire ancora una volta il sogno e vederlo trasformare in un incubo beffardo e atroce.
Succede di tutto negli ultimi 25 minuti che scorrono via veloci ed inesorabili, la tensione sale a dismisura e le residue forze iniziano a spegnersi sotto i colpi di una delusione che cresce.
Si alzano dalla panchina due bimbe, Cecilia Prugna classe ´97 e Chiara Caldesi classe ´96 che insieme a Lucia Di Guglielmo anche lei ´97 e subentrata a Fogli nel primo tempo, portano in campo tutta la voglia di emergere della cantera gialloblù e alla fine saranno determinanti.
Inizia un assedio disordinato con le gialloblù che hanno comunque il merito di provarci, paradossalmente la beffa del pareggio ha avuto l’effetto di liberare dalla paura le nostre ragazze che ora seppur stanche, seppur poco lucide, in un campo che è diventato un pantano, spingono buttando letteralmente il cuore oltre l´ostacolo per andarselo a riprendere insieme alla vittoria.
Si spinge e si sbaglia, si spinge e non si butta dentro, si spinge e i minuti passano, si spinge e la pioggia aumenta.
Si arriva all’ultimo minuto, ricordo come al presente di aver guardato il mio cronometro e aver pensato che se non avessimo imbastito un’azione degna non avremmo segnato, ricordo di aver visto la palla arrivare nella nostra difesa con Giada che la va a riprendere, ricordo di aver urlato “giocate bimbe giocate”, ricordo che Giada invece di buttare la palla più lontana possibile, l´appoggia a Sara Salvini appostata in mezzo al campo, Sara controlla quel pallone e lancia Sara Colzi sulla destra, la palla per l’acqua schizza in avanti a velocità doppia e mentre tutta la panchina del Lucca chiede il fuorigioco Sara raggiunge il pallone, lo controlla saltando praticamente il portiere in uscita, e dal fondo rimette la palla al centro per l’accorrente Caldesi sola di fronte alla porta vuota.
Chiara attende quella palla e la calcia una prima volta, ma la palla non arriva all’impatto, si è impantanata nel fango a pochi centimentri dal goal, allora Chiara mentre un difensore sta rinvenendo su di lei, sposta la palla dalla pozza e poi la colpisce delicatamente spedendola in fondo al sacco.
C’è un momento esatto che ti resta impresso sotto forma di fotografia quando segni o vedi segnare un goal, è il momento in cui realizzi che hai segnato, che la palla è finita in rete, nella mia fotografia c’è Chiara che dopo aver spinto il pallone fa una mezza piroetta per esultare in attesa delle sue compagne.
Ricordo di essere partito dalla panchina per correre verso quel mucchio di ragazze, ricordo di aver trovato sulla mia strada l’arbitro che voleva impedirmi di andare là ma niente e nessuno mi avrebbe fermato, ricordo di essere arrivato dalle ragazze e di non essere riuscito a frenare la mia corsa andando praticamente a sbattere in quel mucchio di ragazze festanti e piangenti. Ricordo di averle strattonate, avrei voluto alzarle tutte insieme, poi ritornai velocemente in panchina per vivere gli ultimi istanti della partita.
Dopo grandi festeggiamenti si ricominciò a giocare i tre minuti di recupero che l’arbitro concesse.
Il Lucca a dimostrazione che non era lì per farci vincere prova ad imbastire un azione d’attacco ma fatalmente si scopre lasciando ancora una volta spazio a Colzi che si invola nuovamente sulla destra per l’ennesima corsa, stavolta l´assist è per Prugna che freddamente batte il portiere in uscita depositando la palla in goal per il definitivo 4 a 2.
Gli ultimi 2 minuti dettero spazio solo alla felicità mista a commozione che portò tante ragazze in gialloblù a giocare gli ultimi istanti con le lacrime agli occhi e al triplice fischio fu festa grande ed incontenibile per tutti, giocatrici, mister, dirigenti, tifosi e genitori che si riversarono in campo per festeggiare uniti l´arrivo dell´agognata promozione.
Avevamo vinto più di una partita e di un campionato, col goal di Chiara avevamo battuto le nostre paure e i nostri peggiori incubi e sono convinto che il Dio del calcio, commosso da quella giovane squadra che stava lottando contro mille avversari senza mollare, ad un certo punto abbia detto: Si, queste ragazze sono degne della vittoria ma prima voglio divertirmi un´ultima volta e mise quella pozza sulla linea di porta per fermare la palla destinata al piede di Chiarina.
Chiarina però, dall’alto dei suoi 15 anni, non si impaurì e prendendosi tutto il tempo necessario scavò letteralmente la palla dal fango e poi la spinse in rete, nè troppo forte nè troppo piano, come se stesse facendo il più insignificante dei passaggi, un passaggio alla felicità di un gruppo fantastico che non aveva mollato.

Video I° Tempo

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