11 Dicembre 2018
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La nostra storia a puntate - Quinta puntata (quel 3 a 2 ... mamma mia)

Quinta puntata (quel 3 a 2 ... mamma mia)

Faccio un salto di qualche anno, del resto l´avevo premesso nella premessa, non seguirò un ordine cronologico.
Racconterò una partita (LA PARTITA), quella che sogni da giocatore, da allenatore e da spettatore, una sorta di Italia - Germania 4 a 3 fatto in casa, infatti quello che successe a Ferrara il 24 Maggio 1998 fu quanto di più emozionante potesse capitare. Ricordo il viaggio in pullmann, il Ristorante, l´ingresso negli spogliatoi, le battute prima della partita, le scelte per la formazione, le sostituzioni, i cambi di tattica, i goal, la fine della partita, il viaggio di ritorno e quella sensazione incredibile di camminare senza toccare terra che mi accompagnò per molti giorni a seguire.
Vincere una partita è sempre bello e soddisfacente, ma vincere una partita in cui ti giochi anni di sacrifici, in cui raggiungi l´obiettivo, in cui realizzi quello che hai desiderato è il massimo, se poi per vincere quella partita passi attraverso un altalena di emozioni, gioa, rabbia, delusione, ancora gioia, paura di non farcela, beh allora quella partita non te la scordi più, sia che si parli di Italia - Germania 4 a 3 sia che si parli di Dinamo Ferrara - La Piazza 2 a 3.

Era il Campionato di Serie C 1997/98, era il terzo che recitavamo da protagonisti, terzi due anni prima, secondi l´anno avanti e finalmente avevamo coronato il sogno di lasciare dietro di noi, tutti. Non era come adesso, la Serie C di allora era composta da 16 squadre, dovevamo giocare 30 partite e c´erano squadre fortissime come Castelfiorentino, Arezzo, Sampi Lucca, Prato, Rovezzano, insomma vincere era veramente dura. Vincemmo il Campionato con una cavalcata impressionante, 25 vittorie, 3 pareggi e due sconfitte ( col Prato e col Galleno ), quasi 200 reti segnate con Lanzotti capocannoniere a quota 62.
Purtroppo il regolamento di allora prevedeva un ulteriore ostacolo da superare per salire in serie B, avremmo affrontato le vincenti delle Serie C dell´Emilia Romagna e delle Marche in uno spareggio a tre in cui solo una sarebbe passata di categoria.
Quindi neanche il tempo di gioire che dovevamo mettere tutto sul piatto e giocarci una stagione incredinbile in due gare secche, una in casa e l´altra in trasferta. Il sorteggio decise che avremmo dovuto affrontare subito in trasferta il Dinamo Ferrara poi, a seconda del risultato, avremmo ricevuto il Senigallia a Castelfranco nella seconda o nella terza partita.
Perdere la prima avrebbe compromesso moltissimo la possibilità di giocarsela nella partita decisiva col Senigallia, vincere avrebbe concesso il vantaggio di aspettare l´esito dello scontro tra Senigallia e Dinamo Ferrara e poter fare due calcoli (anche se a me non è mai piaciuto).
Nei giorni precedenti alla partita, agli allenamenti avevo evitato di parlare della gara per non caricare troppo le ragazze, del resto non ce n´era bisogno, nella nostra mente la partita fu giocata un miliardo di volte.
Avevo cercato di immaginarmi chi avrebbe deciso le sorti della gara, chi avrebbe segnato, chi avrei fatto giocare e cosa mi sarei inventato in caso di difficoltà, ma come sempre, niente di quello che fu immaginato accadde.
Partimmo la mattina verso le 8 da Castelfranco in pulmann, avevamo un discreto seguito di pubblico formato da genitori, fidanzati e amici delle giocarici ed eravamo apparentemente tranquilli, risate, scherzi e battute non mancarono durante il viaggio. Man mano che ci avvicinavamo a Ferrara però, l´atmosfera cominciò a farsi un pò più pesante ma raggiunse il massimo quando c´alzammo da tavola e praticamente entrammo in pre partita. Durante la passeggiata, prima di andare al campo, parlai un pò con tutte ma soprattutto restai solo con i miei pensieri. Cercavo di tranquillizzarmi e mi ripetevo che noi goal l´avremmo fatto, avevamo Lanzotti, Ristori ed Ercoli che erano state capaci di segnare 120 goal in 30 partite, avevamo un centrocampo molto solido con Pettinari e Zastin Gabry che quando giravano diventavano una diga per tutti, ma ci mancavano due pedine fondamentali in difesa, la Nanni e Begg, la nostra Angloamericana che era ripartita a Marzo perchè aveva avuto un offerta di lavoro negli U.S.A. . La difesa, appunto, mi lasciava qualche perplessità, durante il campionato era stata sollecitata poco, molte erano state le vittorie di goleada, per cui ...
Negli spogliatoi dettai la formazione : Parentini in porta, difesa a quattro con Lombardi, Montagnani, Salutini e Giunti, Centrocampo a quattro con Ercoli, Pettinari, Zastin Gabry e Zastin Gensy, in attacco la coppia Ristori, Lanzotti. Aggiunsi poche cose e credo di essere stato ascoltato come non mai. Dissi: "Ragazze noi siamo forti, loro per vincere dovranno essere fortissime, ma oggi per vincere dovremo dare qualcosa di più, non le conosciamo, non sappiamo cosa avremo di fronte, partiamo a tutta perchè se sbagliamo l´approccio sarebbe dura rimediare in corsa, dovremo ottenere il massimo da questa partita, per poter giocare la finale col Senigallia abbiamo un risultato solo. Sono 5 anni che aspettiamo questo momento, è arrivato, facciamo in modo di non avere rimpianti".
Poi uscii e andai a passeggiare sul campo da solo, ispezionai ogni singolo centimetro del campo e poi ritornai verso gli spogliatoi. Mentre entravo uscì dallo spogliatoio la nostra Natalina (Pettinari) che fu incrociata da due avversarie le quali, al suo passaggio, sorrisero e si scambiarono una battuta : "se son tutte così non ci sono problemi". Mi arrabbiai un pò a quella battuta ma dentro di me sapevo di quanto si stavano sbagliando, Natalina in mezzo al campo, a dispetto della sua statura, era insuperabile e con Gabry formava una coppia perfetta.
Il riscaldamento fu eseguito in silenzio, la concentrazione era al massimo e quando ci chiamarono per fare il riconoscimento fu una liberazione. Effettuammo la chiama dopodichè detti le ultime disposizioni sulle palle inattive e guardando Natalina riferii la battuta che avevo sentito ... alla tensione si sommò un pò di rabbia, facemmo l´urlo ed entrammo in campo.
In panchina avevo Spartaco (Presidente), Renato (massaggiatore), Valerio (accompagnatore), e tre ragazze, Giacomelli, Pagni e Vadi.

Calcio d´inizio e fu come un esplosione, tutta quella calma apparente che avevamo dentro diventò di colpo agonismo e tensione, le ragazze iniziarono subito alla grande e cominciarono ad attaccare le avversarie le quali risposero con la stessa determinazione e grinta.
Nei primi 5 minuti credo che l´arbitro abbia fischiato almeno 20 volte, non tanto per falli cattivi, ma per falli derivanti da eccesso di agonismo e dal gioco ancora confuso.
Dopo 5 minuti le squadre erano meglio schierate e tutto era più chiaro. Anche loro adottavano un 4-4-2, speculare al nostro, infatti anche i loro esterni di centrocampo si alzavano moltissimo. Quello che avevo previsto, ovvero la nostra sofferenza dietro, si sarebbe avverata di lì a poco soprattutto a destra dalla parte di Lombardi.
Al 7´ un azione tipica del nostro repertorio, Ercoli prese palla sulla fascia destra e saltò il suo diretto avversario, dopodichè strinse verso il centro e passò a Ristori che le era venuta incontro, Ristori appoggiò a Lanzotti la quale senza guardare lanciò sulla sinistra dove sapeva di trovare Zastin Gensy e la trovò puntuale come un orologio svizzero, Gensy controllò la palla sul vertice sinistro dell´area, saltò il diretto avversario e dopo pochi passi palla al piede, fece partire un tiro che si andò ad infilare sul primo palo ... 1 a 0, anzi, 0 a 1 per noi, in panchina esplose il finimondo e ci volle tutta all´Assistente Arbitrale per riportare un pò di tranquillità. Spartaco (Il Presidente) decise a quel punto che la panchina non era per lui e andò a seguire la partita dagli spalti.
Riprese il gioco e il Dinamo Ferrara impose la sua reazione senza però crearci grossi problemi. Un paio di occasioni per Lanzotti e Ristori mi fecero pensare che sarebbe stata una corsa in discesa poi, al 22´, un fallo ingenuo di Giunti 10 metri fuori area dette la possibilità alle Ferraresi di battere un calcio di punizione diretto. Paola Parentini piazzò la barriera e si andò a piazzare in mezzo alla porta, Farinelli del Dinamo F. si incaricò della battuta e fece partire un tiro forte ma diretto sulla barriera, qualcuno (non mi sembra carino fare adesso il nome) si spostò per paura della pallonata e permise alla palla di andarsi ad infilare sul palo coperto sul quale Paola non potè arrivare. 1 a 1, palla al centro e tutto da rifare, compreso il morale.
Dentro di me pensai: "E´ stato un colpo di fortuna, siamo evidentemente più forti, adesso metteremo subito a posto le cose" ... "Dai, c... forza bimbe, non è niente, risegneremo subito, forza c... , forza" urlai dalla panchina.
La delusione moltiplicò la determinazione e subito mettemmo sotto assedio l´area della Dinamo F. e al 29´ Pettinari rubò palla a centrocampo e la consegnò Gabry, Gabry trovò la gemella Gensy in corsa da sinistra verso il centro dell´area la quale, ricevuta la palla, controllò col sinistro e fece partire un destro fortissimo ma centrale, il portiere non fidandosi della prorpia presa respinse di pugno, al limite dell´area raccolse la ribattuta Ristori Alice che, invece di tentare il tiro al volo, controllò e consegnò nuovamente la palla a Gensy che di prima intenzione tirò trovando un diagonale non forte, ma preciso all´angolino ... 2 a 1, Gensy sommersa dalle compagne e noi a fare monte in panchina, incredibile, appena 7 minuti ed eravamo di nuovo in vantaggio senza che il bomber Lanzotti avesse ancora segnato. La partita sembrava incanalata bene, soffrivamo soltanto a destra dove Lombardi era costretta a ripetuti falli, infatti al 35´ ne commise uno estremamente grave per il quale l´arbitro intervenne in maniera decisa, pensai subito all´espulsione, ma l´arbitro optò per il giallo ma fece capire chiaramente che al fallo seguente non ci sarebbero stati più sconti. A quel punto, nonostante la netta supremazia, cominciai a pensare che dovevo cambiare Lucia se non volevo restare in inferiorità, il cambio naturale sarebbe stato Pagni ma pensai che forse Giacomelli (caratteristiche da difensore centrale) ci sarebbe stata più utile perchè molto più esperta, e così le dissi di cominciare il riscaldamento. Nel frattempo ci mangiammo due occasioni per il terzo goal, una con Gensy e una con Ercoli, ma ormai stavo pensando di rientrare negli spogliatoi per riordinare le idee quando al 48´, su di un rilancio lungo, il più comodo dei controlli difensivi, si trasformò in un calcio d´angolo per il Dinamo Ferrara. Angolo battuto sul primo palo, Tortolano anticipò tutte e spedì la palla alle spalle di Parentini ... 2 a 2 e duplice fischio da parte dell´arbitro. Rimanemmo impietriti, come se la partita fosse terminata in quel momento con una sconfitta, restai qualche secondo ad imprecare per conto mio e poi mi diressi inc.....issimo verso gli spogliatoi.
Mamma mia che brutta sensazione, per quello che avevamo espresso avremmo dovuto essere in vantaggio almeno di due goal ed invece c...., ero furioso ma non sapevo con chi prendermela e allora l´unica cosa che mi venne da fare negli spogliatoi fu quella di dire alle ragazzze: "E´ una partita, una partita vera, se vogliamo prenderci quello che vogliamo, dobbiamo SU...DAR...CE...LO, capito? SU...DAR...CE...LO ... e ora andiamo a prendercelo". Tornammo in campo ed io mi ero completamente dimenticato del pericolo che stavamo correndo con Lucia e che Solange Giacomelli stava scaldandosi ormai da mezz´ora. Ricominciammo la partita come l´avevamo conclusa e fu Renato a ricordarmi del cambio giusto in tempo perchè intanto Lucia Lombardi era già sotto pressione. 2 Minuti ed effettuammo la sostituzione, fuori Lucia Lombardi e dentro Giacomelli Solange, ridisegnai la difesa con Salutini a destra, Giacomelli e Montagnani centrali e Giunti a sinistra.
Ci stavamo un pò impastando a centrocampo, non riuscivamo a esprimerci più come nel primo tempo, il pari allo scadere del primo tempo aveva prodotto un esaltazione nelle file del Dinamo Ferrara e una demoralizzazione nelle nostre file. Al 55´ ci fu un lancio di Zastin Gabry a cercare Ristori, l´arbitro fischio il fuorigioco (molto dubbio) e Alice Ristori reagì con Vaff..... al cielo, l´arbitro la prese come un offesa diretta a lui e decretò l´espulsione. Il ghiaccio cominciò a scorrermi nelle vene e il mondo mi crollò addosso ... "non è possibile, me la mangio, ma come c.... si fa ?" "Arbitro ma non ha mica detto a lei" niente, avevo voglia di protestare, quel cartellino rosso era bello lì a sventolare e a dirci che da lì in avanti, per i restanti 35 minuti, avremmo dovuto giocare in 10.
Tutti quelli che hanno fatto l´allenatore hanno assaporato la solitudine in cui ci si sente in momenti come quello che sto raccontando, in pochi secondi passano nel cervello un mucchio di dati, notizie, valutazioni, ... "rinuncio ad un attaccante e giochiamo per non perdere, in fondo un pari può essere buono, si meglio non rischiare Ale, un pareggio è buono, un pareggio qui può essere buono, dai Ale meglio non rischiare di perdere" pensai e poi alle ragazze urlai: "difesa a tre, Salutini, Montagnani e Giunti, centrocampo a quattro con Giacomelli al posto di Gensy Zastin che va ad affiancare Lanzotti in attacco" ..."C.... questa partita la voglio vincere, non me ne frega niente del pareggio, o la vinco o la perdo, il pareggio è un risultato che mi ha sempre fatto schifo".
La squadra reagì in maniera straordinaria, Gabry Zastin soprattutto diventò un incubo, avevamo perso una giocatrice, ma ne avevamo trovato altre due, Gabry da quel momento si caricò tutta la squadra sulle spalle e cominciò a spingere come solo a lei ho visto fare (anche quando anni più tardi siamo arrivati in serie A).
Attaccammo come pazzi, a testa bassa senza curarci dei rischi che potevamo correre in contropiede. Man mano che il tempo scorreva il Dinamo F. si ritrovava a giocare sempre di più in spazi limitati alla propria area, il portiere di casa fu preso a pallonate, ma vuoi la sua bravura, vuoi l´imprecisione degli attaccanti nostri la palla sembrava non voler entrare.
All´85´ decisi un altro cambio tattico, era chiaro che Gabry nel mezzo al campo bastava ed avanzava, allora chiesi a Natalina di spostarsi a destra per avanzare Ercoli in attacco schierando così un improbabile 3-3-3 con i tre d´attacco schierati così: Ercoli spostata a destra, Lanzotti a sinistra e Zastin Gensy, stremata dalle botte e dalla fatica, al centro.
All´89´ Gensy ricevette palla spalle alla porta sul limite dell´area, controllò la palla girandosi su se stessa e si trovò di fronte l´ultimo difensore, con una finta lo saltò e poi, col portiere addosso, toccò debolmente la palla indirizzandola sul secondo palo. Ci mise un secolo il pallone a fare quei 10 metri ma alla fine accarezzò il palo e si infilò in rete. Mi si accappona ancora la pelle a ripensarci ma quello che successe immediatamente dopo fu incredibile, io mi ritrovai in mezzo ad un mucchio di braccia e di faccie urlanti di gioia e felicità, con l´arbitro che ci richiamava per ricominciare, mancava ancora un minuto più il recupero. Quando ritornai in panchina trovai il solo Renato, Valerio era entrato in campo con me, e gli chiesi come mai era restato lì, mi rispose che aveva paura per la nostra espulsione "almeno io non mi faccio espellere, se buttano fuori voi, almeno io resto qui"... Quando la palla fu riportata a centrocampo per essere giocata di nuovo c´erano ancora delle ragazze del Dinamo F. a terra ormai stremate, era un segno inequivocabile di resa.
Ce l´avevamo fatta, avevamo vinto quella partita che volevamo vincere.
Un mio allenatore una volta mi aveva detto: "... quando una squadra vuol vincere, vince!" noi quel giorno siamo stati una squadra che voleva vincere e abbiamo vinto!

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